VeduteVisioni. Parco delle Cave, MilanoViewsVisions. Parco delle Cave, Milan

2024

To my father Ennio, whose attentive gaze has contributed more than any other experience or teaching to shaping my way of looking and representing through photography.

Nine silent video channels bring the landscape of Milan’s Parco delle Cave into dialogue with historical photographs by Ennio Vicario and images Alessandro took in 1981. The changing landscape intertwines with family memory, unfolding through fragments shaped by the rhythms of nature and the viewer’s attention.

By Alessandro Vicario with photographs by Ennio Vicario.
Direction, cinematography, moving and still shots: Alessandro Vicario
Historical still photographs (1976-1979): Ennio Vicario
Editing: Davide Ferrario – Videozone.

VeduteVisioni. Parco delle Cave, Milano / ViewsVisions. Parco delle Cave, Milan, 2024.
Web version, 2026 · nine silent channels rearranged during playback.

Texts

Alessandro Vicario

ViewsVisions. Parco delle Cave, Milan

VeduteVisioni. Parco delle Cave, Milano

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Photograph

ViewsVisions. Parco delle Cave, Milan

by Alessandro Vicario

Introduction · English

Silent video installation on 9 monitors / wall projections.

By Alessandro Vicario with photographs by Ennio Vicario.
Direction, cinematography and moving shots: Alessandro Vicario
Photographs (1976-1979): Ennio Vicario
Editing: Davide Ferrario – Videozone.

©Alessandro Vicario – All rights reserved.

Parco delle Cave developed around artificial lakes — the former quarries — created by gravel and sand extraction that began in the 1920s and ceased in the 1960s. It is Milan’s third-largest park, after Parco Nord and Parco Forlanini. Located in the Baggio district in the western part of the city and managed by the Municipality of Milan, it forms the Parco Agricolo Sud Milano together with Boscoincittà and Parco di Trenno.

The park includes four artificial basins, agricultural fields associated mainly with Cascina Caldera, and natural environments such as groves, irrigated meadows and wetlands. Dense and lush in its more wooded areas, the vegetation is dominated by black locust, field maple, hornbeam, ash, poplar, oak and willow. The park is home to a variety of wildlife, including fish, amphibians, reptiles, birds and even rabbits and foxes. Among the many bird species that can be seen are cormorants, herons, little egrets, mallards, moorhens, flycatchers, swallows, skylarks, woodcocks, green woodpeckers and redstarts. Nocturnal predators such as barn owls and little owls nest near the farmhouses.

The installation ViewsVisions. Parco delle Cave, Milan, 2024 (1976–1979, 1981) makes no claim to be a documentary. A few arbitrary visual fragments evoke the radical, positive changes this urban area has undergone in recent decades: from the late 1970s, marked by abandonment, decay and squalor — yet already offering precious glimpses of beauty to those who could see them — to a present that surprises with lush natural scenes full of life. I focused on nature and the animals that live there, choosing to suggest the human presence indirectly. The rhythm reflects the slow, unhurried pace of nature.

The work also draws on my personal and family memories and my early visual education. Moving images are occasionally interrupted by black-and-white photographs taken by my father Ennio between 1976 and 1979, some of which were printed on linen canvas and coloured by hand. There are also a couple of photographs I took in the winter of 1981 with the legendary Rollei with a Galilean viewfinder, the camera of my childhood. Carefully preserved in an album, they show members of a flock of mute swans from northern Europe that came to spend the winter in Milan that year, staying at Parco delle Cave for several months.

The installation consists of nine projections, or monitors, continuously showing different shots of varying duration. The work invites a fragmented experience shaped by chance. What viewers see depends above all on the moment they find themselves in front of a monitor, but also on the curiosity and patience I brought to filming and, finally, on their own patience and curiosity.

Milan, 23 May 2024

VeduteVisioni. Parco delle Cave, Milano

di Alessandro Vicario

Introduction · Italiano

Videoinstallazione muta di Alessandro Vicario con fotografie di Ennio Vicario.
9 monitor / videoproiezioni a parete.

Direction, cinematography and moving shots: Alessandro Vicario
Photographs (1976-1979): Ennio Vicario
Editing: Davide Ferrario – Videozone.

©Alessandro Vicario – All rights reserved.

Sorto attorno ai laghetti artificiali — le cave — originati dalle attività di estrazione di ghiaia e sabbia, cominciate negli anni Venti e abbandonate negli anni Sessanta del secolo scorso, il Parco delle Cave è il terzo parco di Milano per dimensioni, dopo il Parco Nord e il Parco Forlanini. Situato nella parte ovest della città, nel quartiere di Baggio, e gestito dal Comune di Milano, assieme al Boscoincittà e al Parco di Trenno costituisce il Parco Agricolo Sud Milano.

Il Parco delle Cave comprende un sistema di acque dominato da quattro bacini artificiali, campi agricoli legati soprattutto alla Cascina Caldera e ambienti naturalistici come boschetti, marcite e zone umide. La vegetazione, fitta e rigogliosa nelle aree più boschive, è dominata dalla robinia, dall’acero campestre, dal carpino bianco, dal frassino, dal pioppo, dalla quercia e dal salice. Il parco ospita una fauna varia, composta da pesci, anfibi, rettili, uccelli e persino conigli e volpi. Tra le numerose specie di uccelli avvistabili figurano il cormorano, l’airone, la garzetta, il germano reale, la gallinella d’acqua, il pigliamosche, la rondine, l’allodola, la beccaccia, il picchio verde e il codirosso. Nei pressi delle cascine nidificano predatori notturni come il barbagianni e la civetta.

L’installazione VeduteVisioni. Parco delle Cave, Milano, 2024 (1976–1979, 1981) non ha alcuna pretesa documentaria. Pochi, arbitrari frammenti visivi evocano le radicali e positive trasformazioni di questa area urbana negli ultimi decenni: dalla fine degli anni Settanta, segnata dall’abbandono, dal degrado e dallo squallore — ma già capace di offrire preziosi sprazzi di bellezza a chi sapeva coglierli — a un presente che sorprende con scorci naturalistici rigogliosi e colmi di vita. Ho concentrato l’attenzione sulla natura e sugli animali che vi dimorano, preferendo rappresentare la presenza umana in modo indiretto e allusivo. Il ritmo riproduce i tempi lunghi e distesi della natura.

Il lavoro richiama anche la mia memoria individuale e famigliare e la mia precoce formazione visiva. Tra le immagini in movimento irrompono di tanto in tanto fotografie in bianconero realizzate da mio padre Ennio tra il 1976 e il 1979, alcune delle quali stampate su tela di lino e colorate a mano. Compaiono inoltre un paio di fotografie che scattai nell’inverno del 1981 con la mitica Rollei a mirino galileiano, la macchina fotografica della mia infanzia. Accuratamente conservate in un album, ritraggono alcuni esemplari di uno stormo di cigni reali provenienti dal Nord d’Europa che quell’anno era venuto a svernare a Milano, fermandosi per alcuni mesi al Parco delle Cave.

L’installazione consiste di nove proiezioni, o monitor, che riproducono a ciclo continuo diverse inquadrature di durata variabile. L’opera presuppone una visione frammentata e influenzata dal caso. Ciò che gli spettatori vedranno dipende soprattutto dal momento in cui si troveranno davanti al monitor, ma anche dalla curiosità e dalla pazienza che io stesso ho avuto durante le riprese e, infine, dalla loro pazienza e curiosità.

Milano, 23 maggio 2024

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